L'IMPORTANZA di ESSERE – Codice Otto

Homo sum, humani nihil a me alienum puto. Un viaggio nell’essere umano, dal corpo alla mente, dalla fantasia alla realtà, attraverso considerazioni e riflessioni di vita vissuta, osservazioni di sè e del mondo circostante secondo il credo ”l’occhio vede ciò che la mente conosce”.

ASTON MARTIN: UN SECOLO DI EMOZIONI

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Per i più è la macchina di 007, la vettura che debitamente allestita da Mr. Q si trasformava in una vera e propria arma nelle mani di James Bond, in grado di resistere alle pallottole, rispondere al fuoco, seminare gli avversari e molto altro.
Secondo il romanzo di Ian Fleming, in Agente 007 missione Goldfinger, James Bond avrebbe dovuto guidare una Bentley, ma Ken Adam, lo scenografo, preferì sostituirla con una Aston Martin dotata di vari marchingegni: il sedile eiettabile, lo scudo antiproiettili, le mitragliette nascoste nei fari e i rostri nei mozzi. Dopo l’uscita del film la casa automobilistica inglese – che non voleva neppure fornire un’auto alla produzione – incrementò le vendite del 60%. Tra gli altri gadget usati nel film vale la pena ricordare il cappello a lama circolare, il fucile laser e il tavolo da biliardo ribaltabile.
Le granturismo della marca inglese Aston Martin sono da sempre sinonimo di eleganza e sportività, di passione tecnica e raffinatezza costruttiva. Tipicamente british, indiscutibilmente esclusive, fascinose, le Aston Martin sono la risposta inglese alle Ferrari. Automobili insomma per intenditori, appassionati e veri gentleman.
La storia del marchio Aston Martin: La casa automobilistica britannica è nata nel 1913 come concessionaria d’auto con la denominazione Bamford & Martin, iniziò a costruire automobili con il marchio Aston Martin nel 1922, per trasformarsi in Aston Martin Motors nel 1926. In seguito alla fusione con la Lagonda, nel 1959 prese il nome di Aston Martin Lagonda Limited. I personaggi che si sono susseguiti nella storia di questo marchio leggendario vanno dal fondatore Lionel Martin ad Augusto Cesare “Bert” Bertelli, dal mitico David Brown (le cui iniziali DB hanno accompagnato i nomi di molti modelli di successo) a Malcolm Victor Gauntlett, fino a David Richards, e oggi i Bonomi.
Dal 1950 cominciarono ad essere presentati i modelli che fecero la storia del marchio, riconoscibili dall’iniziale DB in onore del proprietario, fino al 1972 quando iniziò anche la serie Vantage. La casa, in decadenza negli anni Novanta, ha risollevato le proprie sorti facendosi pubblicità nel film Agente 007 “La morte può attendere” nella quale James Bond utilizza al posto della famosa e celebre DB5, la Vanquish. Anche l’attività sportiva della casa che aveva per anni subito un’interruzione è ripartita nel 2004 con un programma destinato alle più importanti competizioni di durata come la 24 Ore di Le Mans che la casa si era già aggiudicata nel 1959.
Jaeger-LeCoultre ha creato per Aston Martin il cronografo meccanico DBS AMV0X2 Transponder, dedicato a tutti i possessori della supercar DBS, proposta nelle varianti Coupé e Volante. Si tratta di un orologio particolare che funge da telecomando, grazie ad un microtrasmettitore integrato. Il pulsante sul lato sinistro tra le ore 8 e 9 consentono di aprire la vettura, mentre il pulsante sul lato destro tra le ore 3 e 4 comanda la chiusura. Inoltre, premendo simultaneamente i due pulsanti si attiva la funzione “Find Me” che accende i fari della vettura per alcuni secondi. Si tratta di un “gioiellino” che il costruttore svizzero di orologi vuol proporre a tutti i possessori delle auto di Gaydon che vogliono calarsi ancor più nei panni di James Bond.

Autore: CodiceOtto

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