L'IMPORTANZA di ESSERE – Codice Otto

Homo sum, humani nihil a me alienum puto. Un viaggio nell’essere umano, dal corpo alla mente, dalla fantasia alla realtà, attraverso considerazioni e riflessioni di vita vissuta, osservazioni di sè e del mondo circostante secondo il credo ”l’occhio vede ciò che la mente conosce”.

L’importanza di essere…. Eric

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E’ solo per caso che qualche giorno fa, navigando in internet, ho visto la foto di un uomo dal volto molto familiare, un uomo dalla figura possente e dal viso inconfondibile che veniva reso oggetto di scherno, derisione e futile sollazzo, su una pagina d’intrattenimento di due insulse donnette le quali ne ravvisavano la grottesca somiglianza con un loro altrettanto ridicolo conoscente.

Povere misere menti che ignorando e umiliando a vanvera come comari di quart’ordine, non si renderanno mai conto della propria abissale nullità.

Alfred Eric Campbell (Dunoon 26 aprile 1879 – Los Angeles 20 dicembre 1917), attore scozzese, fu uno dei protagonisti del periodo d’oro del cinema muto e per undici film, dal maggio del 1916 all’ottobre del 1917, fu la spalla di Charlie Chaplin nel ruolo del cattivo, mentre nella vita di tutti i giorni era definito gigante buono per i suoi 130 kg di peso e oltre 1,90 mt di statura. Ha rappresentato il cattivo per eccellenza, l’orco con barba e baffi  ispidi, il grosso goffo e gradasso, una figura grottesca intenta a corteggiare, solitamente con scarso esito, la bella di turno e costretto a subire gli attacchi del vagabondo, ma anche in grado di restituire con forza alcuni colpi.

Campbell  aveva alle spalle una formazione teatrale concreta interpretando in teatro diversi ruoli melodrammatici, oltre ad una esperienza nel mondo del musical in qualità di baritono, insomma sapeva reggere la scena e questo spiega perché Chaplin ritagliò sempre più spazio per loro due nei suoi film.

Sul finire del 1915 Chaplin, già affermato e astro nascente della cinematografia, era a New York per firmare il contratto con la nuova casa di produzione Mutual Film, riconobbe Campbell impegnato in una produzione e gli propose di raggiungerlo per unirsi alla sua troupe in allestimento. Per entrambi si rivelò una scelta fortunata dalla quale scaturirono undici importanti collaborazioni, tra cui alcuni capolavori della storia del cinema.

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Mentre la carriera artistica di Campbell andava velocemente affermandosi, la sua vita privata veniva invece sconvolta in pochi mesi: sua moglie nell’estate del 1917 morì improvvisamente, lasciando l’attore in uno stato di prostrazione che lo condusse ad esagerare con gli alcolici. Pochi giorni dopo egli stesso, con l’unica figlia Una appena adolescente, rimase ferito in un incidente automobilistico mentre si recavano a definire i particolari del funerale, e  la ragazza riportò gravi ferite dalle quali si riprese solo con un lungo periodo a letto. Un mese dopo Campbell sposò Pearl Gilman, (poco più che ventenne ma  con alle spalle già due divorzi lampo con facoltosi ex mariti) al termine di un fidanzamento durato pochi giorni durante i quali Eric perse letteralmente la testa, ma solo un paio di settimane dopo il matrimonio la novella sposa si rivolse ad un legale per avviare le pratiche per il divorzio e la richiesta di cospicui alimenti.

La cosa spinse ulteriormente nell’alcol Eric che il 20 dicembre 1917, alle 4 del mattino di ritorno da una festa, rimase coinvolto in un grave incidente stradale restando ucciso sul colpo a soli 38 anni. Chaplin si mostrò rattristato, anche se tentò immediatamente di trovare un sostituto per il ruolo di Campbell . Ma la tragedia non finisce qui  purtroppo. Campbell venne cremato,  ma nessuno si fece avanti per pagare le spese del funerale e così  le ceneri rimasero abbandonate al Cimitero Rosedale. Sei mesi dopo vennero inviate, sempre senza che qualcuno pagasse la sepoltura o reclamasse l’urna, alla Handley Mortuary. Rimasero in questo luogo per anni, fino al 1938 quando la Handley chiuse e rinviò le ceneri a Rosedale. Solo nel 1952 un dipendente del Rosedale pagò di sua tasca le spese consentendo che Campbell ricevesse una sepoltura. Oggi le ceneri di Campbell giacciono da qualche parte a Rosedale, e solo recentemente (1995) è stata apposta una lastra commemorativa nel cimitero grazie a un cineasta inglese, anche se sotto non c’è l’urna che risulta smarrita. Nessuno ha mai reclamato i resti di Campbell.

La  figlia Una, rimasta orfana a soli quindici anni e senza alcun supporto economico, fu costretta a tornare in Inghilterra e a trovarsi velocemente un lavoro  per sopravvivere, ma è incomprensibile la totale indifferenza di Chaplin circa la sepoltura del fedele collega e la mancanza di un intervento in favore di sua figlia. Chaplin deve molto del suo successo anche a Campbell che forse avrebbe meritato  un maggiore segno di riconoscenza, almeno post mortem. Oggi Eric Campbell, è quasi totalmente dimenticato e sconosciuto ai più. Per qualcuno è solo un uomo ridicolo che somiglia a qualcuno di altrettanto ridicolo da umiliare e schernire.

Fonti: Wikipedia, MyMovies, gericononcade, Chaplin’s Goliath

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Autore: CodiceOtto

Homo sum, humani nihil a me alienum puto.

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