L'IMPORTANZA di ESSERE – Codice Otto

Homo sum, humani nihil a me alienum puto. Un viaggio nell’essere umano, dal corpo alla mente, dalla fantasia alla realtà, attraverso considerazioni e riflessioni di vita vissuta, osservazioni di sè e del mondo circostante secondo il credo ”l’occhio vede ciò che la mente conosce”.

Facce di bronzo

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Già nel 2007 quotidiani e settimanali titolavano a caratteri cubitali un’inchiesta che avrebbe dovuto rivoluzionare seduta stante le regole del nostro paese, oltre che indignare gli elettori in modo così incisivo da vederne i risultati immediati. Solo per citarne alcuni:

“Eldorado in Parlamento, di Primo Di Nicola – Il ragioniere guadagna più di Napolitano. Il barbiere più di un cattedratico. Ecco i privilegi dei dipendenti di Camera e Senato (L’Espresso – 17 agosto 2007)”,   ”Stipendi  d’oro – Il ragioniere della Camera prende più di Napolitano Il barbiere supera un pm. – (Corriere della Sera – Pagina 22 – 17 agosto 2007)” – “Lo stenografo del Senato come il re di Spagna. Busta paga da 290 mila euro”  (Corriere della Sera Politica Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella4gennaio 2012)

E’ doveroso riportare alcuni dati di un sistema a dir poco bizzarro di retribuzioni stratosferiche rispetto al resto del paese cui vengono chiesti pesanti e indegni sacrifici, perchè tra indennità, rimborsi, diarie, voci e benefits aggiuntivi, progressioni di carriera inimmaginabili, il «netto» in busta paga quasi triplica o quadruplica, cosicchè: un commesso o un barbiere possono arrivare a 160 mila euro, un coadiutore a 192 mila, un segretario a 256 mila, un consigliere a 417mila. E non basta: allo stipendio possono aggiungersi anche le indennità. Alla Camera un capo commesso ha diritto a un supplemento mensile di 652 euro lordi che salgono a 718 al Senato. Un consigliere capo servizio di Montecitorio a un’integrazione di 2.101, contro i 1.762 euro del collega di palazzo Madama. Il ragioniere di Montecitorio porta a casa 237 mila 560 euro lordi l’anno (rivalutati ogni 12 mesi), maturati dopo 35 anni di servizio. Poco al confronto dei 253 mila 700 euro lordi degli stenografi del Senato all’apice della carriera. I compensi dei segretari generali di Senato e Camera rispettivamente 485 mila e 483 mila euro lordi. Per non dire dei livelli cosiddetti apicali.

Ma per la serie <non c’è mai fine al peggio>, la cosa che più di ogni altra è sorprendente a tal punto da superare anche l’immaginazione, è la replica in una nota congiunta – Messaggero 17/08/2007 – dei presidenti del Senato e della Camera, Franco Marini e Fausto Bertinotti, in cui, sottolineata “l’altissima professionalità e la dedizione al lavoro dei dipendenti del Parlamento” si rende noto che è già stata iniziata una discussione per razionalizzare il contesto normativo delle due Camere. Nella loro nota Marini e Bertinotti affermano: “L’efficienza, l’altissima professionalità e la dedizione al lavoro dei dipendenti del Parlamento rappresentano una realtà di chiara evidenza che colloca gli apparati delle due Camere tra le amministrazioni di livello europeo. Questo vale – aggiungono i presidenti dei due rami del Parlamento – anche per alcuni livelli retributivi, come quelli dei vertici delle amministrazioni di Camera e Senato, per i quali basta il confronto con altri grand commis dello Stato. Efficienza e professionalità rese ancora più accessibili dalla realizzazione di una condizione di trasparenza che consente ai cittadini di accedere ad una conoscenza dettagliata della realtà in questione. Nei trattamenti economici e normativi – osservano tuttavia Marini e Bertinotti – si rilevano talune contraddizioni che sono il frutto di una stratificazione non sempre coordinata di decisioni che si sono susseguite nel corso di lunghi decenni. È già avviata – conclude la nota – una discussione che, in collaborazione con le amministrazioni di Camera e Senato, cercherà di portare tutto il contesto normativo e la condizione esistente ad una maggiore razionalità.”

Parlamento: eldorado per stenografi, ragionieri, segretari generali e… barbieri (e quant’altro) – Roma –Messaggero 17/08/2007 (n.d.r. – ci lascia stupefatti la giustificazione di tali privilegi per “l’altissima professionalità e la dedizione dei dipendenti del Parlamento”, stenografi, barbieri, commessi, ecc. da parte dei Presidenti di Camera e Senato, tra l’altro ex sindacalisti)

Che dire, se non “ma noi chi siamo?!, cosa siamo?!”. Ci sembra udire l’eco di una celebre risposta « Ah… Me dispiace, … ma io sò io, e vvoi … nun zete un cazzo! » (Marchese Del Grillo a dei popolani arrestati, citazione di Li soprani der monno vecchio di Giuseppe Gioacchino Belli) Evidentemente per Bertinotti e Marini le figure professionali italiane sono tutte poco qualificate e scarsamente dedite al lavoro, per cui l’altissima professionalità di un barbiere del Senato non può essere paragonata a quella di nessun’altra categoria e, di conseguenza, è giusto premiarla con il riconoscimento di un valore economico adeguato.

Autore: CodiceOtto

Homo sum, humani nihil a me alienum puto.

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